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	<title>Loredana Esposito - Copysitter</title>
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	<description>Storie digitali crescono</description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Jun 2024 12:22:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Negare il consenso a Meta AI significa proteggere la privacy?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 08:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 26 giugno 2024, Meta utilizzerà i contenuti postati dagli utenti per allenare Meta AI, la sua intelligenza artificiale (almeno quelli fuori Europa). Ci si potrà opporre per negare il consenso tramite una procedura che si trova nelle impostazioni di Facebook e Instagram. Per ora l&#8217;Irish Data Protection Commission ha bloccato queste attività nei paesi europei, ma è importante capire la situazione e tutelarci in maniera preventiva. Siccome sento arrivare da dietro l’angolo un “ma a me cosa interessa? Io non ho niente da nascondere!”, ho deciso di scrivere questo breve approfondimento con le informazioni utili a valutare la situazione e decidere dei propri dati in maniera consapevole. Cos’è Meta AI e perché si parla tanto di AI e privacy online: i rischi Negli ultimi anni, la sicurezza dei dati è diventata cruciale a causa dell&#8217;aumento delle tracce digitali che diffondiamo online dando consensi senza leggere le informative. Se non sappiamo come tutelarci, anche una semplice foto postata su Instagram ci rende facili prede per truffe digitali. L&#8217;uso massivo dei social media ha permesso alle aziende di conoscere il comportamento online degli iscritti per scopi legittimi, come le pubblicità mirate. Tuttavia, i sistemi di intelligenza artificiale generativa vanno oltre, emulando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal <strong>26 giugno 2024</strong>, <strong>Meta</strong> utilizzerà i contenuti postati dagli utenti per allenare Meta AI, la sua intelligenza artificiale (almeno quelli fuori Europa). Ci si potrà opporre per <strong>negare il consenso</strong> tramite una procedura che si trova nelle impostazioni di Facebook e Instagram. Per ora l&#8217;Irish Data Protection Commission ha bloccato queste attività nei paesi europei, ma è importante capire la situazione e tutelarci in maniera preventiva. </p>



<p>Siccome sento arrivare da dietro l’angolo un “<em>ma a me cosa interessa? Io non ho niente da nascondere!</em>”, ho deciso di scrivere questo breve approfondimento con le informazioni utili a valutare la situazione e decidere dei propri dati in maniera consapevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è Meta AI e perché si parla tanto di AI e privacy online: i rischi</h2>



<p>Negli ultimi anni, la sicurezza dei dati è diventata cruciale a causa dell&#8217;aumento delle tracce digitali che diffondiamo online dando consensi senza leggere le informative. Se non sappiamo come tutelarci, anche una semplice foto postata su Instagram ci rende facili prede per <strong>truffe digitali</strong>.</p>



<p>L&#8217;uso massivo dei social media ha permesso alle aziende di conoscere il comportamento online degli iscritti per scopi legittimi, come le pubblicità mirate. Tuttavia, i sistemi di intelligenza artificiale generativa vanno oltre, emulando il comportamento delle persone e creando contenuti credibili.</p>



<p>Un esempio sono i <strong>Deepfake</strong>: contenuti multimediali creati per alterare volti, voci e movimenti umani, generando<strong> rappresentazioni fasulle ma dettagliate e verosimili</strong>. Nel passato, persone hanno usato questi contenuti per estorsioni, cyberbullismo e altre attività illegali, ma l&#8217;intervento dell&#8217;AI potrebbe peggiorare la situazione. Più contenuti avrà per allenarsi, più sarà difficile distinguere quelli <em>fake</em> da quelli reali, sollevando preoccupazioni sui danni potenziali, soprattutto per informazione e sicurezza.</p>



<p>Si aggiunge anche la questione dei diritti degli autori professionisti (scrittori, videomaker, disegnatori, pittori, speaker, attori, musicisti, pubblicitari, influencer, ecc.) alla tutela del diritto d’autore, soprattutto per le opere derivate. L&#8217;AI può riprodurre fedelmente gli stili artistici noti, e l&#8217;accesso all&#8217;intero percorso artistico di un autore aumenta il rischio di falsificazioni e frodi.</p>



<p>Ciò ha spinto L&#8217;Unione Europea a introdurre nuove leggi per la tutela della dei contenuti online, aumentando il controllo dei consumatori sulle tracce digitali e promuovendo un uso consapevole di internet.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c’entra Meta?</h2>



<p>Meta AI sarà un vero e proprio assistente virtuale e l&#8217;azienda sfrutta la tecnologia dell&#8217;intelligenza artificiale per personalizzare ulteriormente l&#8217;esperienza degli iscritti. Si prevede che avrà funzioni come <em>chatbot</em> con cui dialogare e strumenti creativi per la realizzazione di contenuti. Per poter fare questo in una maniera precisa, però, <strong>Meta</strong> ha l’esigenza di analizzare <strong>i nostri contenuti già postati</strong> su <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>. Foto, video, didascalie e post saranno alla base dell&#8217;addestramento dell&#8217;AI, sono esclusi dalla raccolta i <strong>messaggi privati</strong>. Tutto ciò avverrà in automatico, ma si può <strong>negare il consenso a Meta AI</strong> sulle piattaforme di suo dominio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma è legale?</h2>



<p>È legale utilizzare i contenuti postati da utenti ignari, anni dopo che sono stati pubblicati? Per istruire la sua intelligenza artificiale, Meta ha fatto ricorso al <strong>principio dell’interesse legittimo</strong> a mantenere un servizio redditizio per i clienti. Si legge direttamente nell’informativa che Meta oppone come interesse legittimo la possibilità di offrire:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;un servizio innovativo, personalizzato, sicuro e redditizio ai nostri utenti e Partner, nonché rispondere alle richieste legali&#8221;</p>
<cite>Informativa Privacy Meta</cite></blockquote>



<p>Rispetto al nostro diritto interno, la retroattività unilaterale di questo utilizzo dei dati con la sola possibilità di <em>opt-out</em> è, quantomeno, poco <strong>etica e molto “all’americana”</strong>. Tuttavia, l’interesse legittimo è un tipo di tutela che esiste nel nostro ordinamento e che viene richiamata nel <strong>GDPR</strong>. Anche se il riferimento a questo tipo di attività è indiretto, la base giuridica esiste. A tutto ciò possiamo <strong>opporci singolarmente su ogni profilo</strong>: Facebook e Instagram hanno, infatti, procedure di <em>opt-out</em> separate.</p>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ne penso io</h2>



<p>Lo scopo di questo articolo è portare gli utenti ad acquisire <strong>maggiore consapevolezza</strong> nei propri movimenti digitali. La scelta di prestare o<strong> negare il consenso a Meta AI</strong> è assolutamente personale: da una parte, c&#8217;è la possibilità di contribuire allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale; dall&#8217;altra, il tema sensibile di <strong>proteggere la privacy online su Facebook e Instagram</strong> per una maggiore tutela dei dati.</p>



<p>Ritengo che il progresso sia positivo, ma deve avvenire nel <strong>rispetto delle normative vigenti</strong> e senza ignorare la <strong>volontà delle persone coinvolte</strong>. Questo distingue un professionista da un dilettante in ogni settore. Quando un&#8217;azienda delle dimensioni di Meta cerca cavilli e scorciatoie per aggirare le regole, io lo trovo quantomeno poco etico. Di contro, <strong>i ritardi e le lacune normative</strong> in tema di Intelligenza Artificiale creano terreno fertile per ambiguità e divergenze di interpretazione tra paesi diversi. Al posto di <strong>immaginare una tutela globale</strong>, attualmente i governi Europei e quelli Americani affrontano la questione solo quando diventa inevitabile, trascurando il principio di precauzione e quello di maggior tutela della parte contrattualmente debole.</p>



<p>Questa situazione mi lascia perplessa, seguirò gli sviluppi per fornirti aggiornamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per approfondire</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.facebook.com/privacy/policy/?entry_point=facebook_settings">Informativa privacy Meta</a></li>



<li><a href="https://commission.europa.eu/law/law-topic/data-protection/reform/rules-business-and-organisations/legal-grounds-processing-data/grounds-processing/what-does-grounds-legitimate-interest-mean_it">Definizione di interesse legittimo secondo la Commissione Europea</a></li>
</ul>
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		<title>Cosa sono branding e rebranding? Servono davvero alla tua azienda?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 05:28:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Case study]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tratto da una storia vera Amico: “Paolo dice che alcuni scambiano il suo ristorante con quello di un altro e gli lasciano recensioni negative…”Io: “Ha mai fatto branding?”Amico: “Cosa c’entra quello che fa in camera da letto con la sua attività, scusa?” Se anche tu conosci qualcuno convinto che il branding sia una particolare pratica erotica, inoltragli questo case study! Lo stile resta&#8230; in testa! Il branding è un’attività di comunicazione fondamentale per aziende, professionisti, politici, ma anche lavoratori dipendenti, studenti neo-laureati&#8230; insomma per tutti! Forse è una delle rarissime attività di marketing che davvero ha un pubblico indefinito. Come mai? Cos&#8217;è il branding Branding è dare personalità e coerenza alla tua attività appena avviata. Scegliere linee, colori, tono di voce, contenuti, materiali, packaging, strategie pubblicitarie e molto altro che differenziano il tuo lavoro da quello di altri. Lo scopo è creare una solida reputazione per il brand, in modo che i clienti target lo riconoscano facilmente. Va oltre la sola comunicazione online, è un insieme di regole stilistiche che guidano come un faro tutte le attività rivolte ai clienti. La definizione del brand andrebbe fatta in fase di pianificazione dell&#8217;impresa, ma ancora oggi molti imprenditori rimandano la stesura delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Tratto da una storia vera</h2>



<p>Amico: “Paolo dice che alcuni scambiano il suo ristorante con quello di un altro e gli lasciano recensioni negative…”<br>Io: “Ha mai fatto <em>branding</em>?”<br>Amico: “Cosa c’entra quello che fa in camera da letto con la sua attività, scusa?”</p>



<p>Se anche tu conosci qualcuno convinto che il <em>branding</em> sia una particolare pratica erotica, inoltragli questo <em>case study</em>!</p>



<span id="more-15881"></span>



<h2 class="wp-block-heading">Lo stile resta&#8230; in testa!</h2>



<p>Il branding è un’attività di comunicazione <strong>fondamentale per aziende</strong>, <strong>professionisti</strong>, politici, ma anche lavoratori dipendenti, studenti neo-laureati&#8230; insomma per tutti! Forse è una delle rarissime attività di marketing che davvero ha un pubblico indefinito. Come mai?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il branding</h3>



<p><em>Branding</em> è dare <strong>personalità e coerenza</strong> alla tua attività appena avviata. Scegliere linee, colori, tono di voce, contenuti, materiali, packaging, strategie pubblicitarie e molto altro che <strong>differenziano il tuo lavoro </strong>da quello di altri. Lo scopo è creare una <strong>solida reputazione </strong>per il brand, in modo che i clienti <em>target</em> lo riconoscano facilmente.</p>



<p>Va oltre la sola comunicazione online, è un insieme di regole stilistiche che guidano come un faro tutte le attività rivolte ai clienti.</p>



<p>La definizione del brand andrebbe fatta in <strong>fase di pianificazione</strong> dell&#8217;impresa, ma ancora oggi <strong>molti imprenditori rimandano</strong> la stesura delle linee guida di comunicazione ad un irraggiungibile &#8220;poi&#8221;. Li capisco, avviare un&#8217;attività in Italia prevede una serie di adempimenti da capogiro, ma il <em>branding</em> si fa tutti i giorni anche involontariamente e se non controllato <strong>rischia di essere controproducente</strong>. Al contrario, può essere molto divertente e soddisfacente se ci si affida ai giusti professionisti che sanno spiegarti cos&#8217;è il <em>branding</em> e come metterlo in pratica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Definizione di rebranding e quando serve</h3>



<p>Ecco perché spesso è necessario un <em>rebranding</em>: un processo di <strong>revisione della personalità aziendale</strong> di un&#8217;attività già avviata. Si consiglia di farlo <strong>solo in caso di grandi cambiamenti</strong> (come fusioni o nuove gestioni) oppure di gravi problemi di reputazione. Si rischia di perdere clienti già acquisiti a causa dello smarrimento iniziale che il <em>rebranding</em> può causare in chi non è preparato alla novità.<br>Per costruire un <em>rebranding</em> si comincia dai <strong>nuovi valori aziendali</strong>, che saranno alla base di tutte le caratteristiche della comunicazione aggiornata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Case study di un rebranding</h2>



<p>Prendiamo ad esempio una mia cliente che ha optato per un <em>rebranding</em> dopo aver preso in gestione l&#8217;azienda agricola di famiglia. Abbiamo analizzato insieme la situazione iniziale ed ho creato per lei diverse soluzioni su misura. Oggi vedremo logo, <em>pay off</em> ed etichette.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pain points</h3>



<p><strong>IL LOGO</strong>. L&#8217;azienda aveva un <strong>logo di parecchi anni fa</strong>, ricalcato da un bassorilievo in legno inciso dal nonno dell&#8217;attuale proprietaria. Il <strong>legame affettivo</strong> con questo simbolo era forte, ma allo stesso tempo mancavano alcuni elementi fondamentali alla luce dei nuovi valori proposti. Ho mantenuto gli <strong>elementi principali</strong>, aggiunto quanto necessario e creato una <strong>nuova palette colori</strong>, rendendo lo <strong>stile più moderno</strong> e in linea con le preferenze della cliente.</p>



<p><strong>IL PAY OFF</strong>. Il logo precedente mancava completamente di <em>pay off</em>, cioè di una <strong>frase sintesi del lavoro e dei valori</strong> <strong>aziendali</strong>. Ho creato per loro &#8220;<em>conserviamo sapori autentici</em>&#8220;, per sottolineare il <em>focus</em> sulle conserve a KM0 e la voglia di mantenere la tradizione del territorio, pur ricercando nuovi sapori.</p>



<figure class="wp-block-jetpack-image-compare"><div class="juxtapose" data-mode="horizontal"><img fetchpriority="high" decoding="async" id="15885" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/lefavoledigaia_fixed_small-1.png" alt="" width="400" height="300" class="image-compare__image-before"/><img decoding="async" id="15884" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/LFDG-Logo-web-retina.png" alt="" width="448" height="450" class="image-compare__image-after"/></div></figure>



<p><strong>LE ETICHETTE</strong>. Negli anni, a causa dell&#8217;adozione di <strong>nuove certificazioni </strong>o di <strong>cambiamenti nelle normative </strong>per alcuni alimenti, l&#8217;azienda si è ritrovata con molte etichette tutte diverse e poco coerenti tra loro. Da un questionario di UX sottoposto ai clienti è risultato che questi erano diffidenti circa l&#8217;autenticità o la qualità (in realtà ottima) del contenuto dei barattoli. Le nuove etichette dovevano risolvere la relazione con il pubblico. Inoltre, la vendita di <strong>prodotti alimentari</strong> richiede <strong>particolari accortezze</strong> di etichettatura che identifichino in maniera precisa i materiali e le informazioni nutrizionali. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="731" height="975" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887065-edited.jpg" alt="" class="wp-image-15887" srcset="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887065-edited.jpg 731w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887065-edited-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 731px) 100vw, 731px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto delle etichette prima del <em>rebranding</em></figcaption></figure>



<p>Per questo ho ideato le nuove grafiche fronte e retro delle etichette e <strong>due sigilli</strong> da apporre sul prodotto finito: uno nel caso di <strong>prodotto certificato biologico</strong> e uno per i <strong>prodotti senza certificazione</strong>. Con questa soluzione di UX design abbiamo risolto il problema del continuo rifacimento delle etichette e ridato coerenza all&#8217;immagine del brand tra i clienti. L&#8217;apposizione del sigillo corretto permette di aggiungere la certificazione una volta ricevuto il via libera da ICEA, ma l&#8217;etichetta principale resta invariata.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" data-id="15888" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887069-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-15888" srcset="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887069-1024x819.jpg 1024w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887069-300x240.jpg 300w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887069-768x614.jpg 768w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887069.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" data-id="15889" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887068-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-15889" srcset="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887068-1024x819.jpg 1024w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887068-300x240.jpg 300w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887068-768x614.jpg 768w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887068.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" data-id="15890" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887067-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-15890" srcset="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887067-1024x819.jpg 1024w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887067-300x240.jpg 300w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887067-768x614.jpg 768w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887067.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Le tre proposte per le etichette frontali</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="711" height="948" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887066-edited.jpg" alt="cos'è-il-branding-rebranding-case-study" class="wp-image-15892" srcset="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887066-edited.jpg 711w, https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5856931406045887066-edited-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;etichetta &#8220;vincitrice&#8221; stampata e apposta sul barattolo</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ora che sai cos&#8217;è il branding&#8230;</h2>



<p>Ora che sai cos&#8217;è il branding e quando è meglio fare <em>rebranding</em>, avrai intuito che sono attività importantissime, su cui è <strong>meglio non improvvisare</strong>. Se vuoi saperne di più su questi servizi e come posso aiutarti nel tuo lavoro prenota &#8220;<strong><a href="https://calendly.com/copysitter">30 Minuti per Tè</a></strong>&#8220;, una chiacchierata gratuita di mezz&#8217;ora davanti alla tua bevanda preferita per conoscerci meglio prima di volare con l&#8217;ombrello verso traguardi inaspettati!</p>



<div class="wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-white-color has-midnight-gradient-background has-text-color has-background wp-element-button" href="https://calendly.com/copysitter">Prenota su Calendly</a></div>
</div>



<p></p>
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		<title>Il copywriter cosa fa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 14:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi è capitato di spiegarlo alla mamma, alla nonna, ai cugini e praticamente tutti i miei amici. Tralasciando il &#8220;copy&#8230;che?!&#8221; quando nomino il mio lavoro la domanda più frequente è &#8220;ma quindi un copywriter cosa fa?&#8221;. In qualità di Copysitter è mio dovere aiutare le comunicazioni del mondo a comportarsi bene in ogni situazione, ecco perché oggi vediamo come la definizione di copywriter se la può cavare in 3 contesti. La definizione da manuale Il copywriter, assieme all'art director è la figura che, all'interno di un'agenzia pubblicitaria, si occupa di definire i concpet delle campagne promozionali. Mentre il suo collega si occupa della parte visual, il copywriter si dedica all'ideazione dei claim delle campagne pubblicitarie e alla scrittura dei testi che andranno inseriti in flayer, materiali POS, landing page, post su blog e social network e così via. Ecco, questa definizione del lavoro di un copywriter nasconde qualche insidia per gli outsider del settore. Tra i motivi c&#8217;è che noi italiani siamo al trentesimo posto in Europa per capacità di parlare l&#8217;inglese secondo l&#8217;English Proficiency Index 2020 di Education First e, quindi, meno avvezzi alla comprensione di termini inglesi estranei al nostro lavoro. Ecco perché è difficile spiegare a tua [&#8230;]</p>
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<p>Mi è capitato di spiegarlo alla mamma, alla nonna, ai cugini e praticamente tutti i miei amici. Tralasciando il &#8220;<em>copy</em>&#8230;che?!&#8221; quando nomino il mio lavoro la domanda più frequente è &#8220;ma quindi un <em>copywriter</em> cosa fa?&#8221;. <br>In qualità di Copysitter è mio dovere aiutare le comunicazioni del mondo a comportarsi bene in ogni situazione, ecco perché oggi vediamo come la definizione di copywriter se la può cavare in 3 contesti.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">La definizione da manuale</h2>



<pre class="wp-block-verse">Il <em>copywriter</em>, assieme all'<em>art director</em> è la figura che, all'interno di un'agenzia pubblicitaria, si occupa di definire i <em>concpet</em> delle campagne promozionali. Mentre il suo collega si occupa della parte <em>visual</em>, il copywriter si dedica all'ideazione dei <em>claim</em> delle campagne pubblicitarie e alla scrittura dei testi che andranno inseriti in <em>flayer</em>, materiali <em>POS</em>, <em>landing page</em>, <em>post</em> su <em>blog</em> e <em>social network</em> e così via.</pre>



<p class="has-text-align-left">Ecco, questa definizione del lavoro di un copywriter nasconde qualche insidia per gli <em>outsider</em> del settore. Tra i motivi c&#8217;è che noi italiani siamo al trentesimo posto in Europa per capacità di parlare l&#8217;inglese secondo l&#8217;<strong>English Proficiency Index 2020 di Education First</strong> e, quindi, meno avvezzi alla comprensione di termini inglesi estranei al nostro lavoro.</p>



<p class="has-text-align-left">Ecco perché è difficile spiegare a tua madre il lavoro del copywriter. Finirai per <strong>annegare nelle definizioni</strong> perché dovrai spiegare ogni termine al tuo interlocutore. Può essere utile, però, nella slide introduttiva di un corso di formazione o in un manuale per aspiranti pubblicitari ed è lì che dovrebbe rimanere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta cerotto</h2>



<pre class="wp-block-verse">"<em>Ma quindi un copywriter cosa fa</em>?"<br>"<em>Scrive le pubblicità</em>".</pre>



<p>È la definizione più frequente: sintetica, rapida e poco dolorosa. Via il cerotto!<br>Per quanto utile a scansare sgradevoli intromissioni nei nostri affari, però, è <strong>riduttiva, obsoleta</strong> e rischia di danneggiare la categoria.</p>



<p>Il lavoro di un copywriter oggi è molto variegato, è finito il tempo di starsene chiusi in agenzia a pensare la frase dell&#8217;anno! Creiamo materiali per l&#8217;educazione, la vendita, il non-profit, i social, le traduzioni, ci occupiamo della SEO e molto altro. Usiamo strumenti digitali e spesso conosciamo anche qualche linguaggio informatico. La risposta cerotto <strong>svaluta il lavoro </strong>del copywriter riducendolo, nella mente dell&#8217;interlocutore medio, ad un simpatico <strong>scribacchino strapagato</strong> per buttare giù due righe. Il risultato sono clienti per cui il nostro prezzo è sempre troppo alto.</p>



<p>Spesso, infatti, parliamo con persone per cui &#8220;pubblicità&#8221; è sinonimo di &#8220;<em>slogan</em>&#8220;. Prova a chiedere alla persona più vicina a te in questo momento di farti un esempio di pubblicità: se sei fuori da un contesto alla Armando Testa, sono quasi certa che il/la collega abbia tirato fuori un <em>claim</em> a caso tra quelli di Barilla, Ferrero o Campari. <strong>Quando gli spieghi cosa fai, aggiungi qualche dettaglio</strong>:</p>



<pre class="wp-block-verse">"<em>Di mestiere scrivo, a volte anche le pubblicità. Il copywriter è uno scrittore professionista specializzato in testi per la comunicazione delle aziende. Dove c’è un testo che serve a vendere c’è un copywriter</em>". </pre>



<p>Potrei scommettere che riceverai in cambio un &#8220;wow, che bello!”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta simpatica</h2>



<pre class="wp-block-verse">"<em>Potrei averti fatto comprare</em> [inserire il nome di un prodotto per cui hai scritto i testi]. <em>Come copywriter mi occupo di ideare campagne pubblicitarie e poco tempo fa ho lavorato alla per</em> [nome referenza] <em>di</em> [nome cliente].”</pre>



<p>Questa è la mia preferita perché coinvolge l&#8217;interlocutore facendolo sentire parte del gioco, schiude la porta del suo interesse e crea terreno fertile per approfondire l’argomento.</p>



<p>Usala solo se hai tempo e voglia di parlare un po’ del tuo lavoro ed evita di nominare i prodotti o servizi di clienti con cui hai una clausola di non divulgazione!</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta creativa</h2>



<pre class="wp-block-verse">Come Copysitter il mio compito è educare la comunicazione aziendale a comportarsi bene sul web, insegnandole il galateo digitale. Inoltre faccio splendere moduli e documenti, tengo pulito il sito e spazzo via tutti i "<em>Lorem Ipsum</em>" dalle bozze dei grafici.</pre>



<p>Questa è la definizione del mio lavoro che puoi trovare sul sito: tutt’altro che semplice e sintetica, ma adeguata al target che voglio raggiungere e cucita sulla mia personalità un po’ eccentrica. Va da sé che anche la tua debba essere unica e originale: sarà scontato dirlo, ma niente copia-incolla!</p>



<p>Il copywriter è un creativo che lavora con le parole, modella concetti, costruisce pensieri, gioca con le figure retoriche… una descrizione asettica degli obiettivi che sa raggiungere è un’occasione persa per mostrare subito le proprie capacità.</p>



<p>Il contesto giusto in cui usarla è il tuo sito o l’intestazione del tuo CV, dove puoi (o forse devi) mostrare anche il tuo lato estroverso e creativo.</p>



<p>Spero di aver aiutato la tua comunicazione. </p>



<p>Per oggi è tutto, la Copysitter vola via! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2602.png" alt="☂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>5 situazioni in cui ti serve un copywriter</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 10:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se pensi che il copywriter sia una figura mitologica a metà tra un unicorno e la tua professoressa di grammatica, forse dovresti leggere il mio ultimo post, lo potrai trovare a fine articolo. Oggi, però, capiamo insieme se a te può essere utile un copywriter. La leggenda narra che viviamo rinchiusi negli uffici a vetri delle agenzie pubblicitarie, ma è falso! Noi Copywriter ci aggiriamo tra gli umani e ci sono parecchie occasioni, oltre alla pubblicità, in cui le nostre competenze possono tornarti davvero utili. Ti serve un copywriter se&#8230; 1. Hai spesso la sensazione che i tuoi contenuti abbiano bisogno di un miracolo. Il copywriter trova il concept nascosto tra le pile di obiettivi di business e le macerie di bozze abbandonate e idee bruciate. Il concept è la formula magica che unisce parole e immagini per chiarire concetti apparentemente troppo difficili da comunicare. Dovrebbe essere il timone delle tue campagne, dei tuoi eventi, dei lanci prodotto&#8230; Senza un copywriter che sappia manovrare il concept la nave della tua comunicazione rischia la deriva. Oltre alle situazioni classiche, ecco quando può tornarti utile un copywriter. 2. Le tue e-mail fanno scappare i clienti. Spesso il vero problema delle aziende non [&#8230;]</p>
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<p>Se pensi che il <em>copywriter</em> sia una figura mitologica a metà tra un unicorno e la tua professoressa di grammatica, forse dovresti leggere il mio ultimo post, lo potrai trovare a fine articolo. </p>



<p>Oggi, però, capiamo insieme se a te può essere utile un <em>copywriter</em>. La leggenda narra che viviamo rinchiusi negli uffici a vetri delle agenzie pubblicitarie, ma è falso! Noi Copywriter ci aggiriamo tra gli umani e ci sono parecchie occasioni, oltre alla pubblicità, in cui le nostre competenze possono tornarti davvero utili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ti serve un copywriter se&#8230;</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Hai spesso la sensazione che i tuoi contenuti abbiano bisogno di un miracolo</strong>. </h3>



<p>Il <em>copywriter</em> trova il <em>concept</em> nascosto tra le pile di obiettivi di business e le macerie di bozze abbandonate e idee bruciate. Il <em>concept</em> è la formula magica che unisce parole e immagini per <strong>chiarire concetti</strong> apparentemente troppo difficili da comunicare. Dovrebbe essere il timone delle tue campagne, dei tuoi eventi, dei lanci prodotto&#8230; Senza un <em>copywriter</em> che sappia manovrare il <em>concept</em> la nave della tua comunicazione rischia la deriva. Oltre alle situazioni classiche, ecco quando può tornarti utile un copywriter.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Le tue e-mail fanno scappare i clienti. </strong></h3>



<p>Spesso il vero problema delle aziende non è la pubblicità, ma la <strong>comunicazione istituzionale</strong>. Se usi ancora frasi come &#8220;<em>siamo i leader nel settore x</em>&#8220;, &#8220;<em>da oltre 20 anni ci occupiamo di&#8230; unendo tradizione e innovazione</em>&#8221; e &#8220;<em>amiamo gli obiettivi sfidanti</em>&#8221; hai davvero molto bisogno della Copysitter. Poche cose sono più polverose di una frase fatta e chi gioca con la polvere, si sa, ottiene solo starnuti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Fai foto bellissime ma hai dubbi su cosa scriverci sotto</strong>.</h3>



<p>I social sono pieni di foto bellissime con didascalie insignificanti o incoerenti. Sono tutti spazi sprecati per dire qualcosa di interessante su di te o sul tuo business. Nessuno dice che tu debba per forza avere un&#8217;azienda per poter chiedere l&#8217;aiuto di un <em>copywriter</em>, ti basta la voglia di <strong>mostrare la tua personalità</strong> e distinguerti dagli altri profili. Potresti sognare di diventare influencer o pianista&#8230; in entrambi i casi, trovare la tua voce è fondamentale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Devi aggiornare il tuo CV? Ti serve un copywriter!</strong></h3>



<p>Il <em>Curriculum Vitae</em> è il primo passo nel mondo del lavoro, il biglietto da visita di una carriera brillante. Spesso ai giovani si dice di scriverlo, ma nessuno spiega loro <em>come</em> scriverlo perché sia efficace. Quando si hanno poche esperienze da sfoggiare bisogna <strong>analizzare bene il settore</strong>, il nostro <strong>interlocutore</strong> e valorizzare i tuoi <strong>punti di forza</strong> utili ad ottenere un colloquio. La Copysitter è una madrina perfetta per il tuo debutto nel mondo del lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Hai qualcosa da dire e potresti dirlo meglio.</strong></h3>



<p>Perfino ad una dog sitter può servire un <em>copywriter</em>! Qualche mese fa ho conosciuto Simona, una dogsitter davvero in gamba a cui ho affidato la mia mia assistente con la coda, Mila Canis, per le vacanze. Simona avrebbe voluto condividere sui suoi social una stories per trovare altri clienti a quattro zampe, ma le mancavano le parole&#8230; giuste! Scorri la linea centrale della foto qui sotto per scoprire come l&#8217;ho aiutata.</p>



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<figure class="wp-block-jetpack-image-compare"><div class="juxtapose" data-mode="horizontal"><img loading="lazy" decoding="async" id="15773" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2021/09/photo5922724146037503588.jpg" alt="" width="719" height="1280" class="image-compare__image-before"/><img loading="lazy" decoding="async" id="15774" src="https://www.copysitter.it/wp-content/uploads/2021/09/IMG_8442.png" alt="" width="750" height="1334" class="image-compare__image-after"/></div></figure>
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</div>



<h2 class="wp-block-heading">Un copywriter serve proprio a tutti</h2>



<p>Un <em>copywriter</em>, in fin dei conti, serve proprio a tutti: alla zia che vuole mandare gli auguri di Natale agli amici su WhatsApp e fare un figurone; a tuo padre che deve inoltrare una e-mail al Municipio e farsi anche rispondere; ad una certa Laura che vuole scrivere una canzone su Marco che se n&#8217;è andato e non ritorna più&#8230; ma, soprattutto, la Copysitter serve alla tua comunicazione per imparare a parlare bene di te, farti raggiungere i tuoi obiettivi e rimanere al passo con la <strong>trasformazione digitale</strong>.</p>



<p>Come promesso, ora puoi trovare il mio articolo precedente <a href="https://www.copysitter.it/business/copywriter-cosa-fa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> oppure avere più informazioni sui miei servizi direttamente su <a href="https://wa.me/0287178486?text=Vorrei+iniziare+a+far+volare+i+miei+contenuti.+Come+si+fa?" target="_blank" rel="noreferrer noopener">WhatsApp</a>.</p>
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